RADICOFANI Un borgo dove il tempo si è fermato

Quando abbiamo percorso il nostro meraviglioso viaggio in bici da Bolzano a Roma seguendo la via Francigena, siamo  passati per uno dei borghi secondo noi più spettacolari della Toscana.

Radicofani ( Provincia di Siena)

La Rocca che domina il paese sottostante, è visibile già da decine di chilometri di distanza, e sembra di non arrivarci mai. La strada che porta i pellegrini al borgo, è una strada sterrata con tanti sali e scendi e molto dislivello da percorrere, ma nonostante questo, abbiamo avuto un panorama meraviglioso a farci compagnia.

L’entrata nel meraviglioso borgo è libero, però quello per visitare la fortezza ha un costo di 5,00€.

Una volta entrati, ci siamo subito diretti alla nostra dimora per la notte, con una vista sopra i tetti di Radicofani. Posate le bici, e doccia fatta, decidemmo di fare un giro a piedi per il borgo. Per prima cosa siamo andati a vedere la chiesa di San Pietro, un edificio sacro. Il primo ricordo risale al 1224. 

Entrati in chiesa, abbiamo notato subito, che le panche della chiesa avevano dei nomi molto famigliari a noi Bolzanini, e così abbiamo chiesto ad un abitante di Radicofani il perché, e fu così che abbiamo scoperte che quelle panche derivano effettivamente da Bolzano, precisamente della chiesa di Gries ( una frazione di Bolzano). In tempi non molto lontani la chiesa di Gries, ha cambiato le panche e le ha donate alla chiesa di Leives (sempre provincia di Bolzano). Il prete di Laives a sua volta, informo un suo concittadino di Laives, che nel frattempo si era trasferito a Radicofani, che cera la possibilità di avere queste panche visto che quelle della chiesa di Radicofani erano ormai da buttare. E fu così che da Bolzano , passando per Laives le panche sono giunte a Radicofani e dove visitatori di tutto il mondo, possono ammirarle ancora in perfette condizioni.

Una volta usciti dalla chiesa, con così tanto stupore, ci siamo diretti verso un piccolo piazzale ( la Piazzetta del Teatro) circondato da case medievali, curatissime. In un angolo abbiamo visto un negozietto con su scritto “Pane e Companatico”, fuori due sedie sotto un tetto di legno, decorato con fiori. Ci bastò uno sguardo per capire che ci saremo entrati, prima per la meravigliosa presentazione di questo posticino e la curiosità di vedere come sia fatto dentro, secondo per comprare qualcosa da mangiare, perchè incominciavamo ad avere fame.

Entrati, abbiamo preso dei dolcetti da degustare, e visto che eravamo li chiedemmo alla proprietaria a che ora aprisse la mattina, perché dovendo partire per le 5.30 del mattino, ci sarebbe piaciuto fare colazione in questo posto affascinante. 

La signora ci guardò per un secondo e ci chiese a che ora saremmo dovuti partire, cosi le abbiamo spiegato la tappa del giorno successivo, e lei con un sorriso stampato sul volto, ci disse semplicemente :” venite alle 5 che troverete aperto, mica potete partire con lo stomaco vuoto.” , i nostri sguardi di stupore si incrociarono e con un semplice “ grazie di cuore” siamo usciti dal negozio per gustarci i nostri dolcetti.

Con lo stomaco pieno ci siamo diretti a visitare le piccole vie tra sali e scendi, stradine strette, altre più larghe ma sempre in perfette condizioni rispettando lo spirito medievale di una volta. Ci siamo immersi in questo posto appieno.

A un certo punto siamo arrivato in una specie di giardino a forma di mezzaluna, circondato da un muro medievale di mezza altezza, in questo istante abbiamo subito captato che se fossimo andati verso quel muro, ci avrebbe atteso una vista meravigliosa. 

E cosi era, arrivati li davanti a noi si mostrava la spettacolare vista sulla Val d’Orcia, Patrimonio Unesco, con il sole che illuminava tutta la valle. 

A goderci questo panorama, in quel momento eravamo soli. Era una situazione fantastica. Il silenzio della natura ci circondava, la valle illuminata davanti ai nostri occhi, il sole che ci scaldava, e qualche uccellino che si faceva sentire qua e la. Lo stomaco era pieno, il corpo stanco dalla fatica fatta in quel giorno e la mente libera, potevamo solo dare un aggettivo a questo momento: “Felicità”. Eravamo davvero felici. 

Ci siamo fermati per un bel pò di tempo ad assaporare e fare nostra questa sensazione.

Arrivati di nuovo nella nostra dimora, dopo la cena ci siamo addormentati subito. L’indomani, come da programma ci siamo svegliati presto, e ci siamo recati con un pò di dubbi che fosse davvero aperto al panificio del giorno prima.

Con grande stupore abbiamo visto che effettivamente era aperto, e la signora ci aspettava con i dolci appena sfornati. Che meraviglia, ci siamo messi fuori sui tavolini a consumare la nostra colazione, e nel mentre la stavamo consumando, incominciava ad arrivare altra gente del posto. Persone che dovevano andare al lavoro, che si fermavano a fare collazione, e si sedettero vicino a noi. Ci raccontarono di tutto, del loro lavoro, delle scuole che frequentavano i loro figli, di come Radicofani paese di vecchi si è spopolata, ed era quello il motivo per il quale le case costavano poco, e avanti cosi per un ora, come se fossimo amici. Purtroppo per noi era ora di partire, ma una cosa possiamo dirla con certezza, è un posto che vale la pena andare a visitare,

Radicofani ti rimane nel cuore, per il posto, per la gente, e per quella sensazione che tutto rallenti per un attimo in una vita cosi frenetica.

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