PASSO ROLLE… all’insegna dei km

Una lunga giornata d’estate: Bolzano, San Lugano,

Passo Rolle

Giugno, a Bolzano c’è un calore che si sente subito, già al mattino. Quando salgo in sella so che non sarà una semplice uscita: davanti ci sono 153,51 chilometri e 2218 metri di dislivello positivo. Siamo in due. Non serve dirlo ad alta voce, ma entrambi sappiamo che oggi conterà più la testa delle gambe.

Usciamo dalla città mentre si sta appena svegliando. Le strade sono ancora tranquille, l’aria è tiepida e il ritmo è volutamente prudente. Le gambe girano bene, ma nessuno di noi due ha voglia di forzare. Ci affianchiamo, ci osserviamo, cerchiamo lo stesso passo senza parlarne. È un accordo silenzioso: oggi si va lontano, non forte.

Verso il Passo San Lugano

La salita al Passo San Lugano arriva gradualmente, quasi senza farsi notare. È una salita onesta, regolare, che non spaventa ma che richiede pazienza. 14 km al 6/7% di pedenza medio . Il sole sale veloce, il sudore comincia a scendere lungo la schiena e le borracce si alleggeriscono troppo in fretta Quando scolliniamo sento il cuore battere forte, una parte del lavoro è fatta. La discesa è una ricompensa: aria fresca, curve pulite, la valle che si apre davanti. Per qualche chilometro la fatica sparisce e resta solo il piacere di essere lì.

Il confronto con il Passo Rolle

Il Passo Rolle è un’altra storia. Lo capisci subito, appena la strada comincia a salire davvero. Le pendenze si fanno più serie, il caldo diventa pesante e ogni metro va guadagnato con attenzione. Le gambe iniziano a bruciare, la testa prova a distrarsi contando i tornanti, il respiro, i cartelli.

Ogni volta che vedo Fede alla mia altezza mi sento meno solo. Non ci diciamo nulla, ma in quel silenzio c’è tutto: fiducia, rispetto, la certezza di condividere la stessa fatica. È una salita che non regala euforia, ma che ti insegna ad accettare il limite. Il passo Rolle ha una pendenza media del 7% quindi fattibile…ma ha una lunghezza di 20 km.

20 km di salita da fare tutta d’un fiato

In cima ci fermiamo un attimo. Troviamo vento e freddo!! Respiro forte, le mani tremano. Non c’è esaltazione, solo una soddisfazione profonda e intima. Ci guardiamo, sorridiamo stanchi io più stanca di lui.

Il ritorno e la stanchezza vera

Il rientro è lungo, forse la parte più dura della giornata. Il caldo del pomeriggio schiaccia, le energie sono quasi finite e le gambe girano più per abitudine che per forza. I chilometri scorrono lenti, tutti uguali. Eppure, in quella stanchezza piena, c’è qualcosa di rassicurante: non c’è più nulla da dimostrare, solo da tornare.

Quando rientriamo a Bolzano il sole è più basso e l’aria finalmente più leggera. Scendo dalla bici svuotato, con le gambe dure e la testa limpida. Guardo il Garmin: 153,51 km, 2218 m. So che domani resterà solo la fatica, ma questa giornata resterà molto di più: una lunga strada condivisa, fatta di silenzi, sudore e presenza.

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