La bicicletta in inverno diventa Poesia in movimento
I giorni si accorciano, l’autunno se ne va, l’aria frizzantina che si respira, l’inverno è qua.
Il tempo scorre lentamente, calore e tranquillità, si fa vivo nel cuore della gente.
La natura riposa dopo una stagione intensa, uccelli migrati al sud, altri animali invece dormienti.
Candidi fiocchi che danzano lentamente posandosi silenziosi sui tetti della città, non c’è più dubbio l’inverno l’è arriva.

I cuori che si scaldano guardando questa magia, bambini che ridono e riempiono le strade con la
loro allegria. Nel paese in cui viviamo (Altoadige) con un tempo così, si può andare in bici?
“Certo che sì.”
Con un andatura lenta e prudente, ci si può godere questo meteo divertente.
Vestendoci a cipolla, con i nostri abbigliamenti preferiti, io Assos lui Santini, siamo usciti con le nostre bici. Pedalando e lasciandoci alle spalle la città, arrivati in campagna la meraviglia era tutta la.
Monti, alberi e vigneti davanti a noi, neve dall’aspetto così soffice come non mai.
Più in là il lago, era tutto ghiacciato, e solo lo scricchiolio di esso era il rumore che abbiam notato. L’aria sferzante era sempre presente, forse per questo, che in giro non abbiam visto gente.
Ma non importava, anzi era meglio così, solo noi due in sella alle nostre bici, perché ci piace così.
Vento che soffia, qualche fiocco di neve che scende qui e là, immensa la pace, che si respira in una giornata d’inverno e tranquillità.

Fruscio sordo e ovattato, le nostre gomme che mordono il fondo innevato.
Verso casa si doveva pedalare, perché l’inverno il buio presto fa arrivare.
Ma non si può disperare, domani il sole sorgerà, e chi sa che meraviglia il giorno la natura ci
porterà
“Fior di neve, erba ghiacciata, l’inverno è un’estate pietrificata.”
Vivian Lamarque

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