Il tabacco lungo il tevere

In uno dei nostri viaggi in bici, percorrendo la strada che porta da Perugia a Gubbio, abbiamo incontrato delle piantagioni, tra girasoli e altre piante di cui non sapevo la provenienza. Non molto distante da noi abbiamo davanti a questa immensa distesa di piante a noi al momento sconosciute , abbiamo visto un uomo che stava facendo una camminata lungo lo stesso sentiero, e allora quale occasione migliore per chiedere informazioni?

e così iniziò il suo racconto:

“La storia del tabacco…”

Nasce in Umbria lungo il nord del fiume Tevere ha inizio nel Cinquecento grazie al vescovo di San Sepolcro Tornabuoni, e che ben presto diventò una risorsa economica per tutta l’Alta Valle del Tevere. Grazie alla produzione e al commercio di tabacco, gli abitanti godettero sempre di un certo benessere economico. Oltre a vantare una tradizione secolare, oggi viene riconosciuta anche in ambito internazionale. 

Al momento però, la tabacchicultura si trova in una fase complessa di transazione, caratterizzato da una crisi strutturale, temendo il disimpegno delle grandi multinazionali. E non è l’unica preoccupazione, ci sono anche i cambiamenti climatici per quale servono nuovi sistemi assicurativi e di gestione del rischio. Il mondo va avanti e come tutte le cose anche il commercio del tabacco necessita di innovazione per superare la crisi, come la digitalizzazione, la sostenibilità e la creazione di una Zona Economica Speciale per trovare degli investimenti. Inoltre chi lavora questo terreno, tra coltivazione e raccolta, manifesta spesso un’intossicazione da nicotina, che passa attraverso la pelle entrando in contatto con le foglie della pianta di tabacco maturo.”

Era molto interessante, e si vedeva quanto era fiero della sua terra. La cosa che ci stupì era anche il fatto, che ci ha fatto presente, di aver scelto il periodo migliore per percorrere questa strada, visto che in estate con (spruzzare veleni l’aria che si respira qui è insopportabile. 

Dopo aver ascoltato tutta la storia sul tabacco, abbiamo ringraziato e lui incuriosito ci ha chiesto dove eravamo diretti e con grande piacere gli abbiamo raccontato le nostre tappe. Salutandoci a vicenda abbiamo proseguitò per la nostra via, e una volta in bici mi sfiorò il pensiero: “e pensare che fino ad ora non sapevo nulla delle piantagioni di tabacco in Italia”.

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